In occasione della Sagra d’autunno il gruppo culturale pandinese ‘Informamusica’, in collaborazione con Parrocchia e Comune, propone – presso il salone del Santuario – una Mostra fotografica un po’ particolare.
Il Gruppo, impegnato da tempo nella valorizzazione del patrimonio artistico pandinese, prende in considerazione i quattordici quadri della Via Crucis, che si trovano nella chiesa parrocchiale: purtroppo sono in precarie condizioni di conservazione e poco o nulla visibili per mancanza di illuminazione.

Il loro valore (a differenza di altre chiese, dove le stazioni sono rappresentate da stampe) consiste nella loro originalità: 14 tele per le 14 stazioni, commissionate ad un pittore milanese del ‘700.
Ebbene queste tele sono state fotografate e portate a conoscenza di tutti in formato cartolina, in bianco e nero, negli anni ’40. La serie – raccolta con passione dal signor Luigi Medri, che gentilmente ha permesso di farne degli ingrandimenti – è stata quindi fotografata, ingrandita ed esposta nel salone adiacente al Santuario, con la evidente finalità di destare la curiosità di vedere le tele originali, possibilmente… in un pomeriggio di sole, in chiesa parrocchiale.
MOSTRA DELLE STAZIONI DELLA VIA CRUCIS Santuario del Tommasone – Pandino
SABATO 17 OTTOBRE – ORE 17 – 20
DOMENICA 18 OTTOBRE – ORE 10-12 ORE 15-18
Riportiamo dalla presentazione:
Le ragioni che ci hanno indotto a proporre la mostra sono duplici, la bellezza delle fotografie e la possibilità di vedere più da vicino le quattordici stazioni che a causa della loro sistemazione nella nostra Chiesa Parrocchiale sono difficilmente fruibili.
Anneriti dalla ossidazione delle vernici e poco illuminati dalle luci esterne ed interne della chiesa stanno, muti, i quattordici quadri raffiguranti le stazioni della Via Crucis Dalle ricerche effettuate ultimamente si può dedurre con certezza che i 14 quadri che compongono la Via Crucis risalgono al 1792 furono commissionati da alcuni “divoti” di Pandino e sono opera del pittore Ferrario, probabilmente quel Federico Ferrario, molto attivo per gli enti religiosi anche a Lodi.
Sono queste alcune prime interessanti notizie che emergono dai documenti conservati nell’Archivio parrocchiale.
Forse vale la pena di ricordare che l’esercizio della Via Crucis è nato per sostituire un altro esercizio della pietà popolare, quello del pellegrinaggio nei luoghi santi, fonte di conversione e di indulgenza. Spostandosi da una stazione all’altra nella propria chiesa era come essere partecipi idealmente di un vero e proprio pellegrinaggio sui luoghi della Passione di Cristo.
Più tardi ci fu l’invenzione dei “Sacri Monti”, dove le cappelle sparse su una collina sostituivano i quadri delle chiese: chi conosce quelli di Varese, Varallo e Crea può avere una splendida sensazione di quale cultura ha portato il racconto della Passione e morte di Gesù.
La Via Crucis esposta nella Parrocchiale di Pandino è opera tarda di Federico Ferrario consegnata alla Fabbriceria nel 1792. Figlio di Carlo, nacque probabilmente a Milano intorno al 1714, come si ricava dal registro dei morti della chiesa di S. Marco, parrocchia nella quale abitava, che lo dice deceduto nel 1802 a ottantotto anni. Il Ferrario rivela ancora una discendenza dalla scuola milanese dell’inizio del secolo, mediata attraverso il Maggi, ma la collaborazione col Carloni a Lodi, e forse anche lo studio delle opere di questo nel duomo di Monza, hanno agito sulla sua formazione verso forme settecentesche più libere, senza però che mai egli aderisse al gusto rococò, fermandosi anzi su posizioni conservatrici. Più tardi, in particolare nelle opere bergamasche, risentì dell’influenza dei Galliari e, soprattutto, di A. F. Orelli, che lavoravano contemporaneamente a lui. Conobbe, però, certamente anche i veneti, cui si ispirò a volte, specialmente per il colore e nei dipinti più dichiaratamente decorativi.










